Informazioni Generali: 

Il volo a vela è sport di antiche tradizioni.
Sport dimostrativo alle Olimpiadi di Berlino del 1936, il volo a vela, ossia il volo con gli alianti, si è sviluppato prevalentemente negli ambienti universitari tedeschi del primo e del secondo dopoguerra.
Praticato in Italia da un migliaio di piloti, il volo a vela ha trovato la sua maggior diffusione in Germania, in Francia e nei paesi dell’Est Europa.
Nel 2009 il Cus Padova ha aderito alla proposta della Federazione Italiana di Volo a Vela di organizzare corsi teorici per gli studenti, il corpo docente e i dipendenti dell’Università di Padova, volti alla diffusione di questo sport straordinario e propedeutici al conseguimento della licenza di volo.
Ai primi corsi organizzati con la collaborazione dell’Aero Club di Padova – GVP e dell’Aero Club Prealpi Venete hanno partecipato decine di studenti, molti dei quali hanno poi scelto di cimentarsi anche nel corso pratico, consistente nella effettuazione di due voli in aliante con a bordo un istruttore qualificato.
Nell’occasione del primo corso pratico, anche il Magnifico Rettore Prof. Zaccaria e il Presidente del Cus Padova, Roberto Zanovello, hanno provato l’emozione del volo in aliante rimanendone entusiasti.
Nel 2011 un gruppo di piloti padovani ha costituito la sezione agonistica del Cus Padova – Volo a Vela e pertanto quest’anno il Cus Padova sarà rappresentato nelle più importanti competizioni nazionali ed internazionali.

Il volo a vela

Con il termine volo a vela si intende, nell'uso comune, il volo senza motore effettuato con un aliante, cioè con una macchina più pesante dell'aria (differente quindi dall'aerostato, che per alzarsi in volo sfrutta il Principio di Archimede) sfruttando l'energia presente nell'atmosfera grazie all'abilità del pilota e alle caratteristiche della macchina. Questo sport nel 1936 fece parte dei Giochi Olimpici.
Siccome un mezzo privo di motore non può per sua stessa natura generare una spinta che permetta il volo, tutto il volo a vela sfrutta il moto dell'aria circostante. Un mezzo da volo a vela e più in generale un mezzo da volo libero sono in costante caduta rispetto all'aria e possono quindi guadagnare quota solo volando all'interno di una corrente ascensionale di forza adeguata.
Ogni aeromobile, in particolare, ha una sua efficienza, che dipende dal suo tasso di caduta rispetto all'aria. L'efficienza di un aeromobile si misura in metri, ed indica la distanza orizzontale (in metri) che il mezzo è in grado di percorrere perdendo un metro di quota in aria ferma. Un aliante ha in media un'efficienza intorno a 50, un deltaplano tra i 10 ed i 15 ed un parapendio sotto ai 10. Nel volo a vela tutte le prestazioni sono relative all'aria circostante, quindi è interessante comunque notare che mentre il velivolo continua a scendere all'interno della massa d'aria entro cui vola, se questa sale egli sale con essa. Piccolo esempio pratico: se una data massa d'aria sale rispetto al suolo ad 8 metri al secondo e se l'aliante che vi vola all'interno ha un rateo costante di discesa di 1 metro al secondo rispetto all'aria, allora questo salirà a 7 metri al secondo rispetto al suolo. In particolare, a seconda del tipo di vento che si sfrutta per guadagnare quota o mantenersi in volo, si parla di volo termico, di pendio o d'onda.
Volo termico: Sfrutta il sollevamento di masse d'aria in seguito al loro riscaldamento, quando l'aria dai bassi strati a contatto con il suolo più caldo si solleva verso gli strati più freddi sovrastanti. Spesso alla sommità delle colonne ascendenti d'aria calda si formano cumuli.
Volo di pendio o dinamico: Sfrutta il sollevamento orografico provocato da una catena montuosa perpendicolare al flusso del vento. L'aria incontrando un ostacolo particolarmente esteso è costretta a salire per passarci sopra. In prossimità della vetta si genera una corrente d'aria ascensionale che l'aliante può sfruttare volando lungo la cresta della catena montuosa, mantenendosi a bassa quota sulle cime. Quando gli stessi rilievi battuti dal vento sono anche irraggiati dal sole i due effetti possono sommarsi generando un sollevamento termo-dinamico dell'aria. 
Volo d'onda: Sfrutta il passaggio del vento su una catena montuosa, che tende ad assumere un movimento ondulatorio nella parte sottovento. Se l'aliante riesce a posizionarsi controvento nel tratto ascendente dell'onda potrà salire di quota seguendo il profilo dell'onda stessa. Dei tre tipi di volo veleggiato è quello che richiede più perizia in quanto richiede il mantenimento di una velocità pressoché pari a quella del vento contrario.
Grazie a un intelligente sfruttamento delle masse d'aria il pilota può condurre l'aliante a percorrere distanze molto lunghe (anche 3000 Km), guadagnare quota fino ai limiti della troposfera (10-15.000 metri), e percorrere grandi distanze a velocità superiori ai 200 Km/h.

I piloti

Presidente: Zanovello Roberto

Coordinatore sezione: Lerario Giovanni

Atleti/Piloti:

  • Barbiero Stefano
  • Calzoni Giovanni
  • Faresin Giancarlo
  • Lanzieri Paola
  • Libralon Luca
  • Molinari Manuele